Giovani: Treu (Cnel), “in Italia poca innovazione e formazione, lavori sottoqualificati”

“Oggi aumentano le disuguaglianze nel mondo del lavoro, a livello geografico e tra generazioni”: lo afferma Tiziano Treu, presidente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, intervenendo alla tavola rotonda promossa da Giovani e Lavoratori di Ac e Gioc all’interno del modulo formativo “Fondata sul lavoro”. Parlando delle grandi trasformazioni del lavoro in atto, Treu sottolinea come “ci siano tre determinanti: le tecnologie digitali, la demografia e il conseguente sconvolgimento del rapporto fra generazioni, la globalizzazione”. “L’Italia, storicamente, è sempre arrivata tardi nel rapporto tra evoluzione tecnologica e lavorativa – sostiene l’ex ministro del Lavoro – negli anni Cinquanta eravamo un paese prevalentemente agricolo, mentre le tecnologie erano più avanti. La tecnologia digitale è ubiqua, veloce, pervasiva. Essa comporta una perdita del controllo umano sul cosmo. Gli effetti quantitativi sul lavoro sono incerti: non bisogna credere a prescindere che si perdano posti di lavoro per colpa delle tecnologie”. D’altra parte, “l’impatto sulla qualità del lavoro è evidente in termini di variabilità. Questo impatta soprattutto sui giovani, che entrano ora sul mercato”. Ciò porta effetti positivi ma anche preoccupazioni secondo Treu: “Il mercato del lavoro si polarizza, soprattutto tra alta e bassa qualificazione, con conseguenze anche in termini di reddito e di tutele previdenziali. In Italia, purtroppo gli ‘high skills’ sono poco sviluppati, perché si fa poca formazione e innovazione”.

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