Giovani: don Gulotta (Ceis), “ripartiamo in sinergia nella maniera sinodale che il Papa ci ha consegnato”

“L’eredità del Sinodo ci ha aperto nuove prospettive. Non si è trattato di un appuntamento che si può definire concluso, ma che ha, anzi, segnato un nuovo inizio. Qui in Sicilia, ripartiamo in sinergia, con nuovo vigore, insieme, nella maniera sinodale che il Papa ci ha consegnato”. Così don Gaetano Gulotta, direttore dell’Ufficio regionale per i giovani, parlando delle motivazioni e dello spirito nei quali è maturato l’incontro che ha riunito insieme pastorale giovanile e pastorale vocazionale della Sicilia. Insieme, ad Aci Sant’Antonio (Ct), oggi pomeriggio le due Commissioni si sono messe in ascolto di don Rossano Sala, segretario speciale del Sinodo sui giovani, che ha presentato l’evento vissuto come esperienza, “intanto come esperienza di universalità. Perché che siamo Chiesa cattolica lo sappiamo, lo sapevamo già – ha detto -, ma in quell’occasione l’abbiamo vista in movimento, viva. È stato certamente d’effetto! E faceva venire in mente quello che diceva Papa Ratzinger, da Prefetto, cioè che la Chiesa non è una organizzazione, ma un organismo. E la differenza è sostanziale”. E ancora, don Sala ha parlato del Sinodo come di “esperienza di grande comunione: nello stile, nei toni, negli interventi. Diversamente da quanto è emerso dai mass media, il Sinodo ha mostrato una chiesa di grande consenso e di grande unità. Ma la pace, si sa, non fa notizia”. Una ultima esperienza sinodale è stata, per il segretario speciale, quella dell’umiltà. “Nessuno è arrivato convinto di avere in tasca la soluzione. Quella realizzata è stata una piattaforma di ascolto, confronto e condivisione di ciò che di buono si fa, ma anche delle difficoltà, alle quali si sono cercate soluzioni concrete e condivise”.

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