Egitto: Papa Tawadros a card. Sandri, “amicizia sincera, studio delle fonti, dialogo e preghiera” basi per l’ecumenismo

L’immagine dei quattro estremi della croce per definire le attività ecumeniche: è quanto ha proposto Tawadros II, Papa di Alessandria e Patriarca della Sede di San Marco, nel suo incontro, oggi al monastero di san Bishoy, con il card. Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, in questi giorni in visita in Egitto, per partecipare, quale inviato di Papa Francesco, alle celebrazioni per gli 800 anni dell’incontro di Damietta tra san Francesco d’Assisi e il Sultano al Kamil. Papa Tawadros, riferisce la Congregazione per le Chiese orientali, ha parlato dell’“incontro e dell’amicizia sincera”, come primo punto di partenza delle iniziative ecumeniche, cui deve seguire “lo studio delle fonti e delle rispettive tradizioni”. Terzo estremo della croce è “il dialogo che deve fondarsi su questi due primi passi, ed è infine custodito dal quarto estremo, la preghiera affinché tutti e tre i precedenti ambiti siano accompagnati dallo Spirito del Signore”. Per Tawadros è importante “camminare a fianco della Chiesa Cattolica, sia in Egitto sia nel mondo”. Nel suo discorso il patriarca copto-ortodosso ha ricordato che “il popolo egiziano, al di là delle appartenenze religiose lungo la storia e anche nel presente, è unito dalla consapevolezza che il Nilo sia come il padre della sua esistenza e la terra che ne è bagnata la madre: questa profonda unità è presente in tutti, e gli atti di terrorismo contro le chiese oltre ad essere una persecuzione religiosa hanno una chiara valenza politica nel volere dividere le comunità e il popolo che invece si sente uno”. Nel tracciare un quadro delle comunità copte nel mondo, Tawadros II ha affermato che “ora sono meglio organizzate e strutturate, basti pensare che da 3 si è passati a 35 vescovi al di fuori dell’Egitto per seguire i sacerdoti e i fedeli”. Durante la conversazione con il card. Sandri, Papa Tawadros ha voluto ricordare l’incontro di Bari, del 7 luglio scorso, di Papa Francesco, on tutti i Patriarchi cattolici e non del Medio Oriente, per “pregare insieme e potersi confrontare reciprocamente in un contesto raccolto e sereno, ribadendo l’auspicio e il desiderio che una tale iniziativa non cada nel vuoto e possa essere ripetuta al più presto”.

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