Diocesi: Viterbo, 200 titolari di protezione umanitaria espulsi dai centri di accoglienza. La Caritas promuove tavolo con istituzioni e associazioni

“Sono 1.500 gli stranieri titolari di protezione o richiedenti asilo sul territorio della provincia di Viterbo, ospiti di Cas o Sprar (oggi Siproimi). Con l’entrata in vigore del decreto sicurezza, 200 persone sono state espulse o sono a rischio espulsione, spesso famiglie con bambini che hanno dovuto abbandonare corsi di formazione, per quanto riguarda gli adulti, e scuole, nel caso dei bambini”: lo riferisce al Sir Luca Di Sciullo, presidente del Centro studi e ricerche Idos, che ha presentato i dati nel corso di un convegno promosso dalla Caritas diocesana di Viterbo, in collaborazione con Idos e Istituto di studi politici San Pio V, su “Immigrazione, accoglienza e integrazione sul territorio viterbese”. “È un’emergenza sociale, su cui la Chiesa lancia l’allarme, mentre tenta di tamponare offrendo accoglienza a una parte delle persone rimaste per strada – prosegue Di Sciullo –. Sono infatti soggetti a rischio di reclutamento da parte della malavita organizzata”. Per coordinare le attività di supporto, la Caritas di Viterbo si è fatta promotrice di un tavolo di lavoro con istituzioni e associazioni di immigrati o di italiani che lavorano con gli immigrati. Il convegno è stato inoltre occasione per fotografare la situazione dell’immigrazione economica in provincia – “31.000 stranieri su 32.0000 abitanti, un quarto dei lavoratori impiegati in agricoltura” registra Di Sciullo – e dare voce ad associazioni e collettività di migranti presenti sul territorio e alle attività di Caritas e altre strutture impegnate nel settore.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori