Diocesi: mons. Savino (Cassano), “accoglienza, fraternità, speranza”

“Un itinerario programmatico in tre parole che promuovano un cambiamento personale e comunitario: accoglienza, fraternità, speranza”. Lo ha indicato, ieri, ai fedeli il vescovo di Cassano allo Jonio, mons. Francesco Savino, nell’omelia della festa del Crocifisso, presentando come obiettivo quello di “riparare la città di Cassano ferita da mille problemi, come la mancanza di lavoro, il caporalato, l’illegalità, l’usura, la ludopatia e la fragilità delle relazioni umane”. Per quanto riguarda l’accoglienza, l’auspicio del presule è che “Cassano sia una città in cui l’accoglienza si fa prossimità e vicinanza, carità e solidarietà”. “Davanti all’emergenza umanitaria ci attende uno scatto di responsabilità collettiva, capace di inclusione, reciprocità pur nelle contraddizioni”. Il vescovo ha segnalato la necessità di “azioni di soccorso per chi sta scivolando nella disperazione o ci è già dentro”. “Amare gli scartati non è romantico né comodo ma, lo sappiamo, la civiltà di un paese si misura dal posto che si riserva a essi”. Quindi, il vescovo ha indicato una strada: “Aprire cantieri di carità e di giustizia è la strada per riprendere il volto smarrito di comunità civile. Senza accoglienza la nostra Cassano si condanna alla sterilità”. Poi, l’esigenza della fraternità. “Ritroviamo la fraternità nelle nostre relazioni partendo dalle nostre famiglie, dai luoghi in cui abitiamo, dalle strade che percorriamo”, l’auspicio del presule. Un messaggio rivolto anche alla politica, affinché “qui a Cassano ritorni alla fraternità”. “Constato ripetutamente rancori, invidie, gelosie che fanno tanto male generando virus distruttivi”. “Cassano – ha conluso mons. Savino – ha bisogno di riscoprirsi comunità trasparente dove ciascuno sia al servizio di tutti oltrepassando i bisogni privatistici”.

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