Diocesi: mons. Caiazzo (Matera), “la vera conversione quaresimale è risurrezione, purché si passi dal rito alla vita”

“Dove sei?”, “Dov’è tuo fratello?”: le domande di Dio ad Adamo e Caino fanno da icona biblica per la lettera che l’arcivescovo di Matera-Irsina, mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, ha inviato alla comunità diocesana per la Quaresima. “L’imposizione delle ceneri, non gesto superstizioso da ritenere talismano che protegge, mette a fuoco piuttosto la precarietà della vita umana dinanzi alla grandezza di Dio – scrive mons. Caiazzo – C’è una conversione vera e autentica che raggiunge tutti. È la vita nuova: è resurrezione perché intrisa di preghiera, quindi di Dio, di abbandono della violenza e dei peccati”. Nel contesto sinodale che vive quest’anno l’arcidiocesi di Matera, il presule invita a “una conversione che passi dal rito (ceneri sulla testa) alla vita (otri nuovi capaci di accogliere il vino nuovo)”. Nella domanda di Dio ad Adamo, mons. Caiazzo vede un richiamo ad ogni uomo: “Apriti a me, fai crollare le barriere di autogiustificazione, non nasconderti dietro al dito, non ingannare te stesso, sfuggendo la mia presenza”. Caino è occasione per riflettere sulla fratellanza, “uccisa perché ci sono forti interessi economici”, che portano a caporalato, mafie, ingiustizie, violenza nei confronti della terra. La Pasqua è la vittoria di “un’umanità che ritorna a leggere nel proprio cuore la legge dell’amore di Dio”. Anche per questo, al termine della lettera, l’arcivescovo di Matera invita impegni concreti di preghiera, digiuno, solidarietà con realtà di carità presenti sul territorio diocesano.

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