Razzismo: Spinelli, “massacro dei rom e sinti completamente rimosso, la discriminazione continua ancora oggi”

Il Porrajmos, cioè lo sterminio del popolo rom e sinti perpetrato dai nazisti durante la seconda guerra mondiale, è “stato completamente rimosso e mai riconosciuto nella sua dimensione reale”. Lo ha sottolineato Santino Spinelli, che, insieme al padre Gennaro e al figlio Gennaro junior, è intervenuto alla Conferenza “Testimoni”, organizzata nell’ambito della “Settimana di azione contro il razzismo” promossa fino al 24 marzo dall’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Unar). “Siamo stati massacrati negli stessi campi di sterminio in cui morirono gli ebrei, nelle stesse camere a gas, siamo passati per gli stessi camini, siamo stati usati come cavie negli esperimenti e come schiavi, ma non siamo mai stati risarciti né moralmente, né culturalmente, né storicamente”, ha lamentato Spinelli evidenziando che “il 27 gennaio, giorno della memoria, i rom e i sinti non vengono ricordati”. “I rom – ha aggiunto – furono espropriati dei loro beni e quell’immenso patrimonio non è mai stato restituito ai legittimi proprietari”. Secondo Spinelli, “il problema è stato rimosso fin dalle radici, e ancora oggi non siamo riconosciuti come vittime reali, ma come una piccola appendice, tanto che nessun Capo di Stato ci ha mai chiesto scusa”. Ancora oggi, ha osservato, “i rom sono discriminati”. “La parola rom o zingaro – ha spiegato – incute terrore, è di per sé una forma di discriminazione: si va avanti per stereotipi, ci sono poche trasmissioni televisive, poche occasioni per avere un confronto costruttivo, e così nessuno conosce la bellezza delle tradizioni, della letteratura, dell’arte, della musica”.

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