Ordinariato militare: dedicata nella missione Unifil in Libano la chiesa a San Giovanni XXIII. Mons. Marcianò, “cercare unità tra diritto e amore”

(da Shama, Libano) “Cercare l’unità tra diritto e amore”. È l’incoraggiamento pronunciato dall’ordinario militare, mons. Santo Marcianò, nell’omelia della messa di dedicazione di una chiesa a San Giovanni XXIII e a Maria Decor Carmeli, nella base Unp 2-3 di Shama, in Libano, oggi pomeriggio. Un invito rivolto ai militari presenti alla celebrazione, ai quali l’arcivescovo ha riassunto “il segreto della pace in questa missione internazionale”. “Una unità sempre possibile e sempre più necessaria, nel nostro mondo che spesso si rifugia in un legalismo escludente e senza carità o in un pacifismo irreale e lontano dai bisogni dei più fragili”. Mons. Marcianò ha indicato la chiesa come una “casa” per i militari cristiani, ma anche per “i tanti uomini, donne e bambini, che il vostro servizio incrocia e difende”, ma anche per “i fratelli di altre culture e religioni che la vostra presenza abbraccia”. Riferendosi alla missione Unifil, l’arcivescovo l’ha considerata una “casa tra le case della gente”, che “vuole aiutare questa nazione”. Poi, l’attenzione su un processo di pace “segnato da difficoltà e speranza” e su un luogo – la missione -, in cui si cerca di “custodire e promuovere la pace, grazie alla cooperazione tra militari di tanti Paesi diversi, con diverse culture e religioni”. “Tutti – ha aggiunto l’ordinario – avete lavorato insieme alla preparazione di questa chiesa e operate insieme nel quotidiano, armonizzati dal dialogo che si respira nella realtà religiosa del Libano e dalla ricerca comune del bene della pace, via privilegiata per la comunione”.

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