Marco Biagi: Mattarella, “un uomo di dialogo”. “Brigate rosse sconfitte dall’unità del nostro popolo”

(Foto: Francesco Ammendola, Ufficio stampa della Presidenza della Repubblica)

“Marco Biagi era un uomo di dialogo, era un docente che amava l’insegnamento e il confronto con gli studenti; era uno studioso che approfondiva i temi della sua disciplina, avvertendo con grande consapevolezza che quell’equilibrio mirabile disegnato dalla nostra Costituzione richiede che ci si preoccupi costantemente di evitare che nascano ferite nella coesione sociale, di intervenire per sanarle, per ridurre le fratture sociali e per rimuoverle”. Lo ha affermato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a Modena al XVII Convegno internazionale in ricordo di Marco Biagi. “Per questo – ha proseguito il Capo dello Stato – i brigatisti assassini lo hanno ucciso, nel loro folle disegno di esasperare le contrapposizioni e le tensioni”. “Chi si preoccupava di cucire, di legare, di far crescere la coesione sociale era un ostacolo. Così come è stato per altre persone, per altri docenti, da Ezio Tarantelli a Massimo d’Antona, anche loro, come è noto, giuslavoristi. O come è stato per altri docenti, studiosi profondi e miti come Roberto Ruffilli in questa regione”, ha osservato Mattarella. “Le Brigate rosse – ha evidenziato il presidente della Repubblica – sono state sconfitte nella nostra società dall’unità del nostro popolo, ma a noi rimane il dovere della memoria di chi ne è rimasto vittima perché impersonava e interpretava il ruolo di cucitura e di valorizzazione della coesione sociale”.

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