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Irlanda: mons. Martin alla festa di San Patrizio, “no ritorno a sospetto e divisione”

“Uno dei grandi architetti del nostro processo di pace, John Hume, parlava del confine non semplicemente come di ‘una linea su una mappa’, ma come della divisione istituzionalizzata che può esistere per secoli ‘nei cuori e nelle menti'”. È il primate di Irlanda e arcivescovo di Armagh, mons. Eamon Martin, a scriverlo nel messaggio agli irlandesi diffuso ieri per la festa di San Patrizio, patrono d’Irlanda. “Se abbiamo imparato qualcosa dall’accordo del Venerdì Santo, ventun anni fa”, ricorda mons. Martin, “è che la collaborazione e la tolleranza, la fiducia reciproca e il rispetto, l’uguaglianza e una completa rinuncia alla violenza, sono essenziali per la costruzione di una pace duratura e giusta”. È “un motivo in più allora per noi per decidere, nel nome di San Patrizio, di evitare qualsiasi ritorno a un’infrastruttura di sospetto e divisione che potrebbe così facilmente far tornare indietro decenni di progressi”. Il riferimento dell’arcivescovo è a Brexit e al fatto che le relazioni stanno diventando “più tese e fragili”. “Se vogliamo trovare una soluzione e affrontare le nostre numerose sfide”, invita quindi l’arcivescovo, “dobbiamo recuperare lo spirito di fraternità e sforzarci di fare cose più grandi e migliori”.

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