Dialogo: Firenze, stasera la prima “cena interreligiosa”

A Firenze, stasera, la prima “cena interreligiosa”, organizzata dal comune di Firenze insieme alle comunità religiose e alle tradizioni spirituali presenti sul territorio fiorentino dalle 19 in poi, presso il Teatro Del Sale, per accogliere i più bisognosi. Sulla scia dell’entusiasmo suscitato da “Firenze comunità in cammino”, la prima camminata con le comunità religiose a cui hanno partecipato oltre 2mila persone, è nata l’idea della prima “cena interreligiosa”. “La cena a buffet avrà come ospiti le persone più bisognose della città, invitate dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla Caritas diocesana, loro interlocutori costanti ed instancabili – spiega l’assessore ai Rapporti con le confessioni religiose e politiche interculturali, Massimo Fratini -. ‪La strada intrapresa da Firenze, una strada fatta di grande condivisione e dialogo, sta continuando. Dopo la camminata, a tutti noi ed alle varie confessioni che ci sono nel territorio è venuto naturale continuare a stare insieme ed a promuovere nuove iniziative con l’obiettivo di conoscersi e accogliersi, uniti nella diversità. L’unico modo per costruire un futuro di pace è prevenire la violenza e l’odio che abbiamo visto in Nuova Zelanda”.
“La cena interreligiosa è un momento conviviale ricco di significato – osserva l’assessore all’Integrazione e accoglienza, Sara Funaro -. Il cibo è un elemento di unione tra i popoli: questa cena è un’esperienza molto positiva dedicata alle persone più bisognose che anche in questo modo hanno modo di sentire che la città è loro vicina. E la cena è un’ulteriore dimostrazione che Firenze è città aperta, che non alza muri ma costruisce ponti, come la sua storia ci ha insegnato”. “Il compito delle Istituzioni – continua Funaro – è lavorare per favorire l’integrazione e l’uguaglianza affinché l’odia venga sconfitto e stragi come quella avvenuta in Nuova Zelanda non succedano”.
L’organizzazione della cena è stata curata in modo tale che le Comunità religiose intervengano per svolgere il servizio di accoglienza e di aiuto durante la serata. Inoltre, ogni piatto servito agli ospiti sarà composto da assaggi di cibi tipici delle varie confessioni religiose. Il menù infatti è stato concordato partendo da uno studio fatto dall’Istituto Sangalli, sulla base di una proposta per le mense scolastiche che potesse essere condivisa da persone appartenenti a religioni diverse. Il progetto è piaciuto allo chef Fabio Picchi, che ha messo a disposizione il suo Teatro e le sue maestranze per ospitare la serata.

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