Ciclone Idai: Medici con l’Africa Cuamm, “gravi danni alle strutture sanitarie di Beira” in Mozambico. Rischio epidemia di colera

Sono “davvero allarmanti” i racconti che giungono dai volontari di Medici con l’Africa Cuamm impegnati a Beira, la città del Mozambico più colpita dal passaggio del ciclone Idai. “La città è distrutta – spiega Giovanna De Meneghi, coordinatore dei progetti dell’Ong nel Paese – tralicci abbattuti, case scoperchiate, tetti di lamiera sparsi ovunque con quanto ha strappato il vento violento che soffiava a 170 chilometri orari seminando devastazione in tutta la città”. “Nell’Ospedale centrale di Beira – prosegue – la situazione più difficile: il blocco operatorio è inagibile; così pure la Neonatologia (Berçario), che è stata spostata nel nuovo edificio della Pediatria, che a sua volta è stato scoperchiato. Il Pronto Soccorso, anch’esso scoperchiato, è senza acqua e luce, il pavimento è coperto da almeno 5 cm di fango e acqua. Tutto intorno un odore nauseabondo”. “In questa situazione, continuano ad arrivare corpi e feriti e l’ospedale cerca di rispondere come può, con turni da 48 ore. Anche i tetti degli edifici dell’Università Cattolica del Mozambico sono stati divelti dalla furia del ciclone”, aggiunge De Meneghi.
Difficili le comunicazioni tra Maputo, capitale del Paese, dove si trova il coordinamento di Medici con l’Africa Cuamm, e Beira, dove l’organizzazione concentra da anni la maggior parte dei propri progetti, dedicati alla salute materno-infantile e la lotta all’Hiv.
“Sono stati colpiti i posti in cui i nostri volontari lavorano ogni giorno – spiega don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm – e siamo tutti con il fiato sospeso per quello che sta succedendo a Beira e in Mozambico in questi giorni”. “Stiamo trasferendo i nostri medici con più esperienza dalle altre aree del Mozambico a Beira, che è danneggiata per il 90% e su cui graveranno anche i bisogni di tutta la regione circostante, non ancora stimabili. Se non interveniamo subito – sottolinea don Carraro – rischiamo il diffondersi del colera, che già l’anno scorso ha colpito la zona ed è endemico nell’area. L’obiettivo primario è garantire, anche in emergenza, le attività dell’Ospedale di Beira e dei dieci centri di salute circostanti, perché tutti possano ricevere cure. Poi, dovremo pensare a ricostruire: abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti”.
È possibile sostenere l’intervento di Medici con l’Africa Cuamm con una donazione su c/c postale 17101353 e online su www.mediciconlafrica.org (causale: Emergenza ciclone Mozambico).

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