Strage in Nuova Zelanda: Guterres (Onu), “sacralità delle moschee come di tutti i luoghi di culto”

(da New York) “Sono rattristato”. Così Antonio Guterres, segretario della Nazioni Unite, ha twittato sul suo profilo personale, condannando “con fermezza le sparatorie di persone innocenti riuntite pacificamente nelle moschee in Nuova Zelanda”. Guterres ha espresso le sue “più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime” e al contempo ha chiesto unità nel condannare “l’odio anti-musulmano e tutte le forme di fanatismo e terrore”. Il suo portavoce ha aggiungo che il segretario generale era scioccato e sconvolto dalla notizia e dalla violazione condotta contro la “sacralità delle moschee come di tutti i luoghi di culto”. Se l’invito a mostrare solidarietà alle comunità musulmane è pressante, per Guterres è urgente lavorare insieme per contrastare “l’islamofobia, l’intolleranza e l’estremismo violento in tutte le sue forme”. L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, Filippo Grandi, ha twittato un’immagine della bandiera della Nuova Zelanda per dichiarare il suo fermo legame con il popolo e il governo del Paese. Osservando poi che molte tra le vittime erano migranti e rifugiati, ha commentato che la Nuova Zelanda è “un Paese che ha generosamente dato rifugio a persone in fuga da conflitti e persecuzioni, e i suoi cittadini li hanno accolti calorosamente nelle loro città”, dimostrandosi in controtendenza “alla crescente ostilità verso la diversità”. Il consiglio di sicurezza dell’Onu, ieri, nel cominciare la sua seduta ha osservato un minuto di silenzio.

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