Pastorale sociale: un circolo “Laudato Si’” nelle parrocchie per promuovere la salvaguardia del creato e l’iniziativa “Tempo per il creato”

(da Treviso) “Tempo per il creato”, un progetto per il mese di iniziative sui territori che ogni anno fa seguito alla Giornata per la salvaguardia del creato, promosso dal Movimento mondiale per il clima. Di questo si è occupato uno dei laboratori del giovedì pomeriggio, proponendo la nascita, nelle parrocchie di Circoli Laudato Si’ e degli animatori Laudato Si’, già nati in alcune realtà, come per esempio ad Assisi. Ne ha parlato Cecilia Dall’Oglio, di Giustizia e Pace Europa, nel corso della mattinata conclusiva del 4° Seminario nazionale di Pastorale sociale, intitolato “Cercare un nuovo inizio, per una pastorale sociale capace di futuro: lavoro, giovani, sostenibilità”, rivolto in particolare ai direttori degli uffici di Pastorale sociale e alle associazioni interessate, che si è svolto a partire da mercoledì scorso a Treviso. “Tempo per il creato”, nel 2018, ha generato 650 eventi in 60 Paesi, 55 eventi in Italia. Nel 2019 il tema sarà “La rete della vita”, si parlerà di biodiversità. “Sviluppare progetti partecipativi, che siano un’occasione per coinvolgere e mettere in movimento le comunità”, è quanto emerso dal laboratorio, dove si è insistito molto sulla necessità di stimolare le parrocchie a “sporcarsi le mani” su temi ambientali.
Proposte concrete per le parrocchie sono emerse dal laboratorio coordinato da Andrea Stocchiero del Focsiv, che era chiamato a formulare proposte concrete per l’aggiornamento della “Guida per comunità e parrocchie ecologiche”. Tra le riflessioni emerse, la maggiore conoscenza della Laudato Si’ e prendere coscienza di una vera conversione ecologica, attraverso buone pratiche e il coraggio della denuncia. Tra le iniziative ipotizzate: una mappa per leggere la realtà di ciascun territorio su ambiente (aria, acqua, inquinamento), società, legalità, lavoro, la valorizzazione delle esperienze territoriali, l’interazione con le associazioni e la tessitura di relazioni con le istituzioni, l’attivazione di percorsi ecumenici, un “festival delle buone pratiche”.

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