Flora Manfrinati: mons. Perego (Ferrara), “rispondere alle sfide del mondo come fece la venerabile”

“Flora Manfrinati è stata chiamata nella sua vita a una scelta: disperarsi per il male, la sofferenza, i limiti che l’avevano colpita o affidarsi al Signore e trasformare la sua sofferenza, la sua Croce in grazia, in forza per amare Dio e il prossimo con tutto se stessi”. Lo ha detto l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, mons. Gian Carlo Perego, nell’omelia della messa celebrata stamattina nella chiesa dell’Istituto Flora Manfrinati di Testona-Moncalieri per ricordare la venerabile di origini ferraresi. “La perfezione non nasce dalla separazione, ma dall’incontro, dal dialogo, dal confronto, dal perdono che sono le parole nuove dell’alfabeto cristiano che il Signore non solo ci ha insegnato, ma ha praticato sulle strade di Galilea”, ha aggiunto il presule. Che ha ricordato come “la venerabile Flora Manfrinati ha camminato sulle strade del Signore, imitando Gesù fino alla Croce e Maria sotto la Croce”. “E Gesù e sua Madre hanno trasfigurato il suo ‘misero corpo mortale’ in un ‘corpo glorioso’, rendendola cittadina del cielo”. Una “cittadinanza celeste” che “passa attraverso una cittadinanza del mondo”. “Il mondo per Flora non è il male, ma il luogo della testimonianza di fede che deve raggiungere tutto e tutti. Da qui la necessità di un dialogo con il mondo”. Poi, l’invito dell’arcivescovo ai cristiani a “rispondere alle sfide di oggi come ‘cittadino del mondo’ proprio come è stata capace di fare la venerabile, lasciandoci guidare dal Magistero che interpreta e attualizza la Parola”. “Lo stile del cristiano cittadino del mondo è lo stile delle Beatitudini evangeliche. Lo strumento per accompagnare alla nuova consapevolezza del mondo è l’educazione”, ha concluso mons. Perego.

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