Diocesi: Sora, un convegno per ricordare Filomena Carnevale, giovane stigmatizzata, a sessant’anni dalla morte

Domenica 17 marzo, dalle 16, nell’oratorio della parrocchia di Santa Maria a San Vincenzo Valle Roveto (Aq) è in programma un convegno sulla figura di Filomena Carnevale, di cui in quel giorno ricorrono i sessant’anni dalla morte. Si tratta della prima iniziativa di un anno di celebrazioni per ricordare la giovane stigmatizzata, originaria del paesino al confine tra Lazio e Abruzzo e che fa parte della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo. “Mea, come la chiamavano tutti, visse in una famiglia umile, ma era sempre gioviale”, afferma Lucio Meglio, postulatore della sua causa di beatificazione. Trasferitasi a Roma per lavoro, dovette tornare a casa per problemi di salute. “Ricoverata all’ospedale civile di Sora, dinanzi la statua del Sacro Cuore le furono impressi i segni misteriosi della Passione di Cristo. Tornata a casa, la sua cameretta divenne meta di numerosi visitatori. Il suo letto divenne un altare sul quale offrì al Signore la sua anima per riparare i peccati delle anime che si allontanavano dalla fede. Promosse molte vocazioni ecclesiastiche”. Al convegno di domenica, Lucio Meglio affronta il tema de “L’eroicità delle virtù nelle cause dei santi”. Segue la proiezione di un documentario sulla storia della giovane. “In diocesi furono suoi estimatori i vescovi Musto, Minchiatti, Chiarinelli e Brandolini, che provarono tutti ad istruire un processo diocesano sempre bloccato per problemi burocratici”, conclude il postulatore.

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