Chiesa e sport: don De Marco (Cei), “puntare sulla pastorale integrata per allenare tutti gli ambiti di vita”

In campo educativo serve “una proposta unitaria”. Ne è convinto don Gionatan de Marco, direttore dell’Ufficio Nazionale per il turismo, il tempo libero e lo sport, per il quale oggi “la scommessa sta nell’ideazione di equipe formative che sappiano garantire una formazione integrale”. Intervenendo al Convegno “Chiesa o Sport”, organizzato a Roma dal Centro Sportivo Italiano (Csi), don De Marco ha evocato il valore del “simbolico dell’unità contro il diabolico dell’ognuno che va per i fatti propri” per sottolineare l’esigenza di “un’offerta formativa integrata dove si prevedano allenamenti per tutti gli ambiti di vita: da quello relazionale, a quello della solidarietà e dell’affettività”. “A noi – ha chiarito – don De Marco sta a cuore la formazione integrale, lo sviluppo della persona, ovvero che i ragazzi facciano percorsi di apprendistato alla vita felice, buona, dove possano vivere a pieno i loro talenti, utilizzare linguaggi diversi, scoprirsi unici e preziosi”. In quest’ottica, anche la “società sportiva diventa una scelta della comunità”. È importante, ha osservato, che la società sportiva nasca “da un bisogno condiviso della comunità e ne sia espressione nella dirigenza e nella gestione, che sia generata cioè da un percorso di formazione proposto dalla comunità e seguito da essa”. Del resto, “se la nostra finalità è dare ai ragazzi percorsi di apprendistato alla vita felice, dobbiamo mettergli accanto persone di peso, altrimenti è meglio mettere un lucchetto al campetto”.

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