Stili di vita: mons. Perego (Ferrara-Comacchio), “consumo critico nuova forma di digiuno”

“La conversione a cui siamo chiamati non riguarda solo le nostre idee, la nostra intelligenza, ma ogni azione della nostra vita. Riguarda anche i nostri prodotti, i nostri consumi, nei confronti dei quali siamo chiamati a essere più critici e liberi, guardando sempre alla qualità, ma anche recuperando quella filiera territoriale tra il produttore e il consumatore, che garantisce non solo qualità, ma anche la giustizia, la salute, il rispetto dell’ambiente”. Lo ha detto mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, nella Messa celebrata stamattina a Masi Torello in occasione della Giornata provinciale del Pensionato Coldiretti.
Di qui l’invito agli agricoltori in pensione di dimostrare “l’importanza di questa filiera che ci aiuta in un consumo critico, ci ricorda il valore della terra, ci sollecita a una educazione ambientale che oggi è educazione alla tutela della vita. Chi sceglie un consumo critico non spreca, non impone, non distrugge, ma educa a uno stile di vita altruista e favorisce anche un nuovo modello produttivo e distributivo che tiene presente non solo il prodotto, il suo costo, ma gli interessi di tutta una comunità. Il consumo critico è una nuova forma di digiuno oggi, perché non solo limita la quantità delle cose, ma ricerca la qualità delle cose”.
In altre parole si tratta “di guardare il mondo e il Creato, la nostra terra, la nostra ‘Bassa’ con gli occhi di Papa Francesco, per il quale siamo tutti chiamati a cambiare stile di vita”. Infatti è “indubbio che molte delle nostre scelte di vita attuali rischiano di favorire un sistema economico, sociale e politico globale che ‘uccide’ – per usare le parole forti del Vangelo di oggi – perché ci inseriscono in strutture che ledono i diritti dei lavoratori, le loro fatiche e le loro speranze, non tutelano la salute, non salvaguardano il Creato: strutture di peccato che rischiano di distruggere la terra la cui cura è un impegno fondamentale del cristiano di oggi”.
Il presule ha quindi ricordato che il “consumo critico è anche l’impegno che ci siamo presi in questa Quaresima” per “guardare al Creato come a un dono da conservare e trasmettere alle nuove generazioni: Creato che è lo spazio della vita, perché luogo del lavoro e del riposo”.
Mons. Perego ha, quindi, evidenziato che gli agricoltori pensionati, con la loro “esperienza di lavoro della terra”, più che a produrre, oggi sono “chiamati a educare i ragazzi, i giovani e le nostre comunità a proteggere questo Creato attorno a noi, invitando a guardare non solo al profitto, ma anche all’impatto che i prodotti hanno sul territorio, sul paese, sulle nostre comunità”. Al tempo stesso, sono “chiamati a rafforzare questa alleanza tra produttori e consumatori, tra le nostre famiglie e aziende attorno alla cura del Creato, sottolineandone non solo l’importanza economica, ma anche per costruire un futuro in questi paesi, con le nuove generazioni, chiamate a loro volta a prendere in custodia questa terra, continuando la fatica e il riposo, ma soprattutto la custodia”.

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