Migranti: Sciurba (Mediterranea), “di nuovo in mare per testimoniare violazioni dei diritti. Aprire canali d’urgenza da Libia”

Autore: Michelle Seixas

Partirà domani mattina dal porto di Palermo, con una bandiera tutta nuova donata dal sindaco Leoluca Orlando, la nuova missione di Mediterranea saving humans, la nave finanziata da un imponente crowdfunding della società civile per testimoniare le violazioni dei diritti umani nel Mediterraneo. Fino ad oggi sono stati raccolti oltre 580.000 euro, con donazioni di singoli cittadini, associazioni, scuole, dal Nord al Sud Italia e in altri Paesi europei. “Il nostro obiettivo è sempre il monitoraggio e la denuncia delle violazioni dei diritti umani, senza mai sottrarci all’obbligo di salvataggio. Noi soccorreremo se si presentasse la necessità e ovviamente rivolgeremo la nostra prua all’Europa e mai alla Libia”, afferma in un’intervista al Sir Alessandra Sciurba, del board di Mediterranea. Così sabato mattina, e per 18 giorni (15 giorni più 3 di sosta, salvo imprevisti) saliranno sulla nave Mare Jonio e sulla nave di appoggio un equipaggio di professionisti, il team rescue per eventuali soccorsi, alcuni legali e giornalisti. “Siamo contenti di tornare nel Mediterraneo perché il mare non può essere, oltre che un cimitero, anche un deserto. Le navi della società civile sono le uniche a rispettare la legalità”, sottolinea Sciurba.  Se una nave della società civile “riesce ad intervenire prima della guardia costiera libica – prosegue – significa che si sta compiendo una azione di sottrazione ai trafficanti di esseri umani. Perché sappiamo che la cattura  – perché di questo si tratta e non di soccorso – significa rimettere nelle mani dei trafficanti persone che erano appena fuggite da quelle mani”. Il paradosso, continua Sciurba, “è che gli attori criminalizzati dai governi sono le navi della società civile, le uniche che si stanno veramente ponendo il problema di come combattere questo traffico di esseri umani”. “Sarebbe bello – auspica – che il governo italiano, invece di criminalizzarle le prendesse a modello. Perché nessuna inchiesta è rimasta in piedi. Ogni volta che una nave della società civile si trova a soccorrere persone sta soltanto obbedendo al diritto. Non abbiamo incognite rispetto al nostro comportamento perché è dentro una cornice di legge: il diritto del mare, le Convenzioni internazionali dei diritti umani e la nostra Costituzione. Purtroppo sono i comportamenti dei governi ad essere differenti”. Mediterranea chiede all’Italia e all’Europa “l’apertura di canali di ingresso legali, unico modo per sottrarre le persone all’attraversamento del Mediterraneo e ai trafficanti” ma soprattutto “canali d’urgenza dalla Libia”.

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