Lavoro: Volpi (ricercatrice), “per le donne l’estero è la risposta per sottrarsi al mercato italiano”

“Gli espatri sono sempre più al femminile: l’altrove è la risposta per sottrarsi al ricatto mercato del lavoro italiano”. Lo ha sottolineato Federica Volpi, ricercatrice dell’Iref (Istituto di Ricerche Educative e Formative), che, all’incontro “Valore lavoro”, organizzato dal Coordinamento Donne delle Acli, ha presentato i dati relativi al mondo del lavoro emersi da una ricerca condotta su 2500 giovani, maschi e femmine, di età compresa tra i 18 e i 29 anni. “Le giovani donne – ha spiegato – sono svantaggiate nelle condizioni di lavoro rispetto alle forme contrattuali: il 70% dice di essere sottopagato, il 50% di non aver avuto un percorso di carriera, il 50% di essere preoccupato rispetto al mantenimento del posto di lavoro”. I dati dell’indagine, ha aggiunto Volpi, confermano che “sia per i maschi che per le femmine è vantaggioso recarsi all’estero per stabilità, opportunità di carriera, retribuzione”. “Tra chi ha deciso di andare all’estero, la percentuale della percezione dell’instabilità si riduce della metà, il livello di soddisfazione è più alto mentre si abbassa quello dello scoraggiamento”, ha rilevato la ricercatrice dell’Iref evidenziando che per quanto riguarda “le professioni ad elevata specializzazione, i nostri talenti sono già all’estero”. In Italia, invece, ha constatato, “le donne partono invece da posizioni arretrate” e “il 55% è concentrato in lavori d’ufficio, nel commercio e nei servizi”. Si registra un forte scoraggiamento: “c’è la disponibilità ad accettare un lavoro distante sia dagli studi fatti che dalle aspettative personali; anche chi è al lavoro – ha osservato Volpi – ha una propensione al lavoro in deroga, ovvero è disposto a lavorare senza un riconoscimento dei diritti. E le ragazze, di fronte a ciò che sperimentano, adottano un’accettazione preventiva delle penalizzazioni che incontrano”.

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