Lavoro: Puntillo (Acli-Colf), “quello domestico e di cura è un settore importante, ripensare la normativa che lo regola”

L’Italia è il Paese con “il più alto numero di colf”. Quello del lavoro domestico e di cura “è un settore importante, che non riceve il giusto riconoscimento e riceve visibilità solo se ci sono fatti di cronaca”. A puntare l’attenzione su “una professione che si svolge nei confronti delle persone più preziose per ciascuno” è stata Giamaica Puntillo, segretaria nazionale Acli-Colf, per la quale è necessario “ripensare la normativa sul lavoro domestico tenendo in considerazione il mutato contesto sociale e la presenza delle lavoratrici migranti”. “Il lavoro domestico e di cura potrebbe costituire un settore per creare maggiore occupazione. La legalità paga e crea benefici”, ha scandito Puntillo che è intervenuta all’incontro “Valore lavoro”, organizzato dal Coordinamento Donne delle Acli presso l’Ufficio in Italia del Parlamento europeo. In questo settore si è passati da “270mila assunzioni nel 2001 a 850mila nel 2018”, ha osservato Puntillo facendo riferimento all’esplosione di un ambito che è diventato “un pilastro del welfare”. La crisi economica, tuttavia, “ha messo in moto una spinta che coinvolge la retribuzione, la regolarità dei contratti, il carico del lavoro”. È dunque fondamentale “qualificare il lavoro di assistenza, combattere il lavoro nero favorendo la legalità e la tutela dei lavoratori, avviare cambiamenti nelle politiche, anche perché gli oneri della cura di domani ricadranno sulle famiglie più fragili di oggi”.

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