Famiglia: Costa (parlamentare europea), “non fare una politica per sostenerla significa farla contro”

“Non fare una politica per la famiglia, significa farla contro”. Lo ha affermato Silvia Costa, parlamentare europea, sottolineando che “rispetto a Paesi del Centro Europa, l’Italia ha politiche familiari deboli, legate all’individuo e non alla famiglia”. “Non è possibile che chi ha più figli diventi più povero”, ha scandito Costa per la quale è necessario “riconsiderare la possibilità di dare un budget quando nasce un figlio, che non sia solo un bonus, ma l’attivazione di una dote”. Intervenendo all’incontro “Valore lavoro”, organizzato dal Coordinamento Donne delle Acli presso l’Ufficio in Italia del Parlamento Europeo, la parlamentare europea si è soffermata sul binomio donne e lavoro, evidenziando l’urgenza di “ripensare un welfare familiare che sia attento al dato della conciliazione”. “C’è molto da fare per una nuova rinascita, bisogna invertire la rotta della sfiducia”, le ha fatto eco la senatrice Annamaria Parente, che ha puntato il dito contro il provvedimento del Governo, contenuto nella Legge di Bilancio, che permette alle donne che lo vogliono di poter lavorare fino al nono mese di gravidanza. “Si è perso il senso della maternità, il senso valoriale di una mamma che mette al mondo un figlio, oltre che il senso di relazione con il lavoro. E questo in un Paese che ha un bassissimo livello di natalità”, ha rilevato Parente per la quale è urgente fare “una battaglia comune sulla questione della maternità”.

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