Don Peppe Diana: Morgante (Tv2000), “ha pagato con la vita il suo non volersi piegare al male”

“Abbiamo voluto realizzare questo documentario affinché la voce, la storia, gli insegnamenti di don Peppe Diana rimanessero vivi e non sbiaditi dal passaggio del tempo. Abbiamo cercato attraverso le tante testimonianze di far memoria di un parroco che ha pagato con la vita il suo non volersi piegare al male”. Lo sottolinea il direttore di Tv2000, Vincenzo Morgante, presentando “Don Peppe Diana, il martire del riscatto”, il docufilm di Tv2000, realizzato dal giornalista Luigi Ferraiuolo, in onda lunedì 18 marzo alle ore 22.45 alla vigilia del 25° anniversario della morte del sacerdote di Casal di Principe, ucciso dalla camorra il 19 marzo 1994 in chiesa, nel giorno del suo onomastico. “Una grande eredità che ci lascia don Peppe – sottolinea Morgante – è la frase ‘Per amore del mio popolo non tacerò’. E non tacere significa raccontare, significa non dimenticare, significa contrapporre la voglia di vivere alla logica della morte dei mafiosi”.
Secondo il direttore di Tv2000, “don Diana, come un anno prima a Palermo don Pino Puglisi, sacrificò la sua vita per difendere la libertà della sua terra e del suo popolo”. “Aveva soli 36 anni – ricorda il direttore di Tv2000 – quando venne ammazzato dalla camorra nel giorno di San Giuseppe, festa del papà. Oggi lo ricordiamo come un padre che lascia in eredità ai figli la capacità di denunciare e smascherare con forza e senza tentennamenti il male prodotto dalle mafie”. Nel documentario “abbiamo, inoltre, voluto ricordare che ‘Casalesi’ non è il nome di un clan ma il nome di un popolo. Un popolo – conclude Vincenzo Morgante – che oggi non dimentica l’esempio di Chiesa, umanità e coraggio di don Peppe Diana”.

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