Città mediterranee: mons. Simoni (Livorno), “porte aperte a chi ha bisogno”. Il dramma delle madri tunisine con figli scomparsi

A Livorno a “Medì”, convegno internazionale della Comunità di Sant’Egidio, Halima Aissa, tunisina, presidente dell’associazione “Ardepte”, porta la voce di chi si è perso e delle le madri dei ragazzi partiti dal proprio Paese dopo le primavere arabe, verso l’Europa, la Siria e l’Iraq, senza lasciare traccia. L’associazione promuove le ricerche degli scomparsi, sostiene le famiglie, svolge attività di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla tratta di esseri umani nell’emigrazione dal Nord Africa. “La nostra associazione – racconta – ricerca dispersi tunisini all’estero. Ha raccolto attraverso le madri dossier su giovani immigrati spinti dalla disoccupazione, dalla mancanza di scolarizzazione e dalla ricerca di democrazia: hanno scelto di fare questa pericolosa traversata nonostante rischi di molteplici naufragi. Molte persone non sono mai arrivate e hanno perso la vita, di altre non si hanno più notizie”.
A Medì anche il saluto del vescovo di Livorno, mons. Simone Giusti, con l’invito a “superare insieme, con i corridoi umani, il dramma che vive il Mediterraneo”. “Porte aperte a chi ne ha bisogno”, sapendo che l’Africa è decisiva e non si può aiutarla bypassando il Mediterraneo.

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