Pastorale sociale: don Savina (Cei), serve “Diakonia della speranza” per promuovere insieme “scelte radicali per la salvaguardia del creato”

“Provate a pensare se tutte le Chiese cattoliche, ortodosse e protestanti decidessero tutte insieme di non usare più la plastica”. La provocazione è arrivata da don Giuliano Savina, direttore dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei, intervenuto nella tavola rotonda in corso nella seconda giornata del 4° Seminario nazionale di Pastorale sociale, intitolato “Cercare un nuovo inizio, per una pastorale sociale capace di futuro: lavoro, giovani, sostenibilità”, rivolto in particolare ai direttori degli Uffici di Pastorale sociale e alle associazioni interessate, che si è aperto ieri a Treviso, all’hotel Maggior Consiglio.
“Perché parlare di ecumenismo” nell’ambito di un seminario di Pastorale sociale?”, si è chiesto don Savina, che non ha mancato di citare alcuni problemi – “Una volta si diceva che nell’ecumenismo la dottrina divide e la vita unisce, oggi invece sta accadendo il contrario!” -, ma, soprattutto, alcune grandi opportunità.
A partire da una situazione nuova: c’è oggi un grande consenso, tra le diverse religioni, soprattutto, “sulla salvaguardia del creato”. I testi di Papa Francesco “hanno aperto la fiducia di molti, è giunto il tempo nel quale si riesce a parlare dialogicamente, sia con le altre religioni, sia con le istituzioni e il mondo sociale. Si è aperta una strada nuova e sono qui per questo: come lavorare insieme? Come sviluppare insieme dei progetti? Su questo pastorale ecumenica e sociale possono lavorare insieme”.
Serve dunque esercitare la “Diakonia della speranza”, che significa, tra le altre cose, “denunciare, educare al discernimento, dare una svolta ai nostri atteggiamenti e abitudini, scegliere di costruire insieme una casa comune frutto di un cuore riconciliato, promuovere liturgie ecumeniche sulla cura del creato. Vedete che possiamo fare qualcosa insieme! Il mese per la custodia del creato è diventato importante anche per noi!”. Altri punti importanti la “strategia educativa integrale, sinergie nella società civile”, nel promuovere “scelte radicali per la salvaguardia del creato”.

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