Pastorale sociale: don Falabretti (Snpg), “la fede si gioca nei luoghi di vita”. Aiutare i giovani a “riflettere sul futuro”

(da Treviso) “Oggi anche la nostra educazione rischia di vedere i giovani come polli di allevamento, ma poi i giovani devono affrontare la vita, i problemi di ogni giorno”. E a volte qui si avvertono i limiti di una concezione ecclesiale che, debitrice della cultura greca, continua a contrapporre “anima e corpo”, vissuta a volte anche durante il recente Sinodo, che pure è stata una grandissima esperienza. La provocazione è arrivata da don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei, intervenuto nella tavola rotonda della seconda giornata del 4° Seminario nazionale di Pastorale sociale, intitolato “Cercare un nuovo inizio, per una pastorale sociale capace di futuro: lavoro, giovani, sostenibilità”, rivolto in particolare ai direttori degli uffici di Pastorale sociale e alle associazioni interessate, che si è aperto ieri a Treviso, all’hotel Maggior Consiglio.
Don Falabretti ha portato un esempio per spiegare il senso della sua presenza alla tavola rotonda: “Sono stato ospite di una Cappellania universitaria, la quale si lamentava che i giovani universitari partecipavano poco alle loro iniziative, cioè adorazione, esercizi, catechesi. Mi sono permesso di dire che è importante fare riflettere i giovani universitari sul fatto che è importante studiare e sul lavoro del futuro! Costruire il mondo da cristiani e lasciare che il mondo penetri dentro la nostra vita è un tema da porre in modo forte. La fede non si gioca in un luogo, ma nei luoghi di vita e qui trova il senso della collaborazione tra uffici di pastorale”.

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