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Germania: mons. Becker (Paderborn), “non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te è l’inizio di ogni civiltà e il consenso minimo”

“Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te” è “la regola d’oro”, “universale”, parte del “patrimonio dell’umanità”. L’arcivescovo Hans-Josef Becker (Paderborn) lo ha spiegato nell’omelia all’inizio dell’ultima giornata di lavori dell’Assemblea plenaria di primavera della Conferenza episcopale tedesca a Lingen. Questa norma, ha continuato l’arcivescovo, è “l’inizio di ogni civiltà, il consenso minimo”, che però “è stato ripetutamente messo in pericolo nella storia” e lo è “ancora oggi, quando alcuni pensano che ci possano essere delle eccezioni a questa regola”: i rifugiati, i disabili, i deboli o i non nati, per esempio. “No, non ci possono essere eccezioni. Sarebbe del tutto assurdo”, ha insistito l’arcivescovo. “L’amore ti fa essere, è la tua vera identità, il centro del tuo cuore” ha detto mons. Becker parafrasando il filosofo Emmanuel Levinas. La specificità dell’amore cristiano è che “va oltre la misura alla quale potrebbe arrivare chi è senza Dio”, è “sconfinato” perché viene da Dio e quindi include i nemici. Dall’amore deriva la capacità di stimare gli altri, ma ha concluso l’arcivescovo, “nelle cose di ogni giorno, in cui cruciale è la stima per gli altri, a volte abbiamo molto terreno da recuperare”, perché “sono più difficili di parole e idee, belle ma spesso a buon mercato”.

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