Unione europea: Piemonte, il dossier “Numeri d’Europa” sull’App Agd e sui siti dei settimanali diocesani

Il dossier “Numeri d’Europa” – realizzato da Apice (Associazione per l’incontro delle culture in Europa) e disponibile sull’App Agd, sui siti dei settimanali diocesani del Piemonte, su varie piattaforme – è una prima guida al tema complesso del bilancio Ue in una stagione nella quale molto si parla di questo strumento finanziario e spesso poco si conosce delle sue potenzialità e limiti. “Limiti che – si legge in un comunicato – sono soprattutto quelli di una dotazione finanziaria modesta, appena l’1% del Prodotto interno lordo dell’Ue, sicuramente inadeguata a rispondere alle esigenze di solidarietà e di sviluppo cui deve far fronte l’Unione. Ma anche potenzialità che derivano da economie di scala e dalle sinergie consentite dal convergere di contributi nazionali e comunitari, con ricadute che beneficiano all’intera popolazione europea, in misura maggiore alle regioni meno sviluppate: una distribuzione equa di fondi che spiega e giustifica, almeno in parte, il differenziale tra i Paesi ‘contributori netti’ e quelli che ricevono di più di quanto versano al bilancio comunitario”. Potenzialità e limiti che s’intrecciano nelle complesse procedure della programmazione europea, in particolare per i grandi Fondi strutturali: “procedure che spesso rallentano l’esecuzione dei programmi e ritardano l’uso dei contributi, con il rischio di perderne quote anche molto consistenti”. Questo accade soprattutto “quando manca una cultura della programmazione su tempi medio-lunghi, come è invece richiesto da ‘Prospettive finanziarie’ che si sviluppano su un periodo di sette anni”. Il dossier registra alcuni dati essenziali, a partire dal Bilancio Ue fino alle sue articolazioni, prima nazionali e poi relative alla Regione Piemonte dei grandi Fondi strutturali, con maggiori dettagli sui programmi di cooperazione territoriale transfrontaliera. Nel dossier anche alcuni indicatori significativi delle performance dell’Europa e dell’Italia in ambiti particolarmente sensibili, per “considerare potenzialità e limiti dell’Europa nel villaggio globale del mondo, senza cedere a conclusioni precipitose su un declino fatale dell’Ue”.

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