Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Pell condannato a 6 anni, Via della seta Italia-Cina, stop ai Boeing Max

Pedofilia: card. Pell condannato in Australia a 6 anni per abusi a 2 coristi

Il cardinale australiano George Pell è stato condannato a sei anni di carcere per abusi sessuali su minori quando era arcivescovo di Melbourne negli anni ’90. Potrà chiedere la libertà su cauzione dopo tre anni e 8 mesi. Pell ha sempre professato la sua innocenza e i suoi legali hanno presentato appello. In nome della trasparenza il giudice Kidd ha disposto la trasmissione in diretta su vari canali della lettura della sentenza, durata oltre mezz’ora, in nome di quella che è stata definita “giustizia aperta” ma secondo i sostenitori di Pell, una conferma della campagna mediatica contro il porporato.

Via della seta. Conte: “Con Cina patto limpido, per crescere compatibile con Nato e Ue”
“Operiamo per un futuro di crescita e sviluppo e il memorandum con la Cina offre preziose opportunità per le nostre imprese”. Lo dice il premier Giuseppe Conte al Corriere della Sera sull’intesa con Pechino: il testo “imposta la collaborazione in modo equilibrato e mutualmente vantaggioso”, in una cornice “trasparente”. È “perfettamente compatibile” con la nostra collocazione nella Nato e nel Sistema integrato europeo: “Nessun rischio di colonizzazione”, precisa Conte.

Voli vietati ai Boeing 737 Max, ma gli Usa non li fermano

Si allunga la lista dei Paesi che vietano il volo dei Boeing 737 Max 8, compresa l’Italia: ultimi in ordine di tempo Emirati Arabi, Nuova Zelanda e Figi. Tra i pochi a non aver chiuso i cieli al velivolo rimasto coinvolto in due catastrofi aeree in meno di 5 mesi ci sono gli Usa: non ci sono le basi per farlo, secondo la Faa. Il costruttore di aeromobili statunitense ha bruciato intanto 27 miliardi di dollari nelle ultime due sedute in Borsa, perdendo complessivamente l’11%.

Brexit: accordo May di nuovo bocciato, oggi si vota no deal

Dopo la seconda bocciatura al suo accordo sulla Brexit, oggi la May tornerà alla Camera dei comuni per mettere ai voti una mozione ’no deal sì o no deal no’. La premier lascerà libertà di voto ai Tory, ma resta contraria a un no deal e domani metterà ai voti un’ulteriore mozione sulla possibilità che il governo chieda un breve rinvio della Brexit.

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