Parlamento Ue: allarme per elezioni di maggio, campagne disinformazione di Russia, Cina, Iran e Corea del Nord

(Strasburgo) Russia, Cina, Iran, Corea del Nord: sono i quattro Paesi finiti nel mirino dell’Europarlamento che oggi, durante la plenaria di Strasburgo, ha votato un testo in cui si condannano “le azioni sempre più aggressive” che cercano di “minare o sospendere i fondamenti e i principi normativi delle democrazie europee e la sovranità di tutti i Paesi del partenariato orientale”. I deputati hanno fatto il punto sugli sforzi dell’Unione “per contrastare la propaganda ostile da parte di terzi attori”, invitando poi gli Stati membri a considerare “la creazione di un quadro giuridico a livello europeo ed internazionale per affrontare le minacce ibride”. La risoluzione, adottata ad amplissima maggioranza, richiama l’urgenza di “creare maggiore consapevolezza in merito alle campagne di disinformazione condotte dalla Russia”, che costituiscono “la principale fonte di disinformazione in Europa”. I deputati chiedono che le società di social media, i servizi di messaggistica e i fornitori di motori di ricerca siano regolamentati per legge. “Le aziende che non riescono a rimuovere rapidamente le notizie false diffuse in modo sistematico dovrebbero renderne conto”. Inoltre, le autorità dovrebbero essere in grado di identificare e localizzare gli autori e gli sponsor dei contenuti politici diffusi.
L’Euroassemblea condanna in particolare le entità “che interferiscono nelle elezioni e nei referendum” e invita gli Stati membri “a modificare le loro leggi elettorali per contrastare proattivamente le minacce che sorgono dalle campagne di disinformazione, dagli attacchi informatici e dalle violazioni della libertà di espressione durante il voto”. La relatrice, Anna Elzbieta Fotyga, europarlamentare polacca, ha dichiarato: “La disinformazione avvelena i cuori e le menti. Non possiamo più negare che le nostre istituzioni e le nostre società siano bersaglio dell’ostile propaganda del Cremlino, che fa parte di una strategia più ampia. La nostra risposta si basa sulla resilienza delle società, la trasparenza dei media e l’incoraggiamento del pluralismo, evitando al contempo la censura”.

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