Migranti: Salvini, “a meno partenze conseguono morti” nel Mediterraneo. In calo sbarchi, morti e dispersi

“A meno partenze conseguono morti. Il 2018, e mi auguro che sia così anche per il 2019, è un anno in cui vengono ridotti il numero di morti e dispersi. Quindi sono assolutamente contento di quanto il governo e il Parlamento hanno permesso di fare nel nome della trasparenza, della generosità vera e della solidarietà per chi merita”. Lo ha affermato il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, intervenendo al Question time nell’aula di Montecitorio rispetto agli effetti del Decreto immigrazione e sicurezza. Salvini ha sottolineato che “dal 1° giugno al 31 dicembre 2018 sono sbarcati in Italia 9.900 immigrati a fronte dei 59.141 dell’anno precedente, pari all’83% in meno. Questo trend è addirittura aumentato nel 2019 visto che dal 1° gennaio a ieri sono sbarcati 335 immigrati via mare a fronte dei 5.938 dello stesso periodo dell’anno scorso, con una riduzione pari al 95%”
“L’adozione del Decreto immigrazione e sicurezza e le iniziative di sostegno ai Paesi di origine – ha spiegato – rappresentano i fattori principali della mutata strategia di contrasto all’immigrazione irregolare”. Il ministro ha proseguito notando come “c’è un aumento dei respingimenti delle domande di richieste d’asilo che è passato dal 57 al 79%, tutelando ovviamente le domande per protezione speciale previste da decreto che sono state 64 da quando è entrato in vigore il decreto nel 2018 più altre 24 a cui se ne sommano altre 80 nel 2019”.
Secondo Salvini, “adesso a chi scappa davvero dalla guerra e ha motivi davvero umanitari per rimanere in Italia vengono riconosciuti totalmente i diritti che altrimenti prima nel calderone erano negati anche agli aventi diritto”. Un altro dato fornito dal ministro riguarda le presenze di migranti “a spese degli italiani” nelle strutture che “si sono ridotte di 52.957 unità”.

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