Elezioni europee: Tajani, “nostra democrazia sotto attacco. Parlamento Ue in prima linea per contrastare ingerenze straniere nella campagna”

foto SIR/Marco Calvarese

(Strasburgo) “La partecipazione dei cittadini al voto è la linfa vitale della democrazia. Per poter esercitare pienamente questo diritto, gli europei devono disporre di notizie complete e accurate. Il nostro ruolo, come politici, è quello di garantire una vera libertà di scelta, contrastando, con ogni mezzo, disinformazione e notizie false che mirano a condizionare l’opinione pubblica”. È il commento fornito dal presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, dopo l’approvazione, in emiciclo, di una risoluzione che condanna qualunque azione mirata a interferire con il corretto svolgimento delle prossime elezioni europee attraverso campagne di disinformazione e fake news. Tajani spiega: “Durante la mia recente visita negli Stati Uniti, i servizi segreti americani hanno confermato che sono in atto azioni di disturbo da parte di Paesi terzi, con l’obiettivo di influenzare il risultato delle prossime elezioni. A soli 75 giorni dall’appuntamento elettorale, la nostra democrazia è sotto attacco. Il Parlamento europeo è in prima linea per contrastare queste ingerenze straniere e garantire il corretto funzionamento dei processi democratici nella campagna in corso”.
Le principali fonti di disinformazione in Europa provengono – stando alla risoluzione passata in aula – da Russia, Cina, Iran e Corea del Nord. Gli Stati membri sono stati invitati a modificare al più presto la legislazione esistente per poter contrastare più efficacemente le azioni di disinformazione e i crimini informatici in vista del voto. Il Parlamento europeo ha invitato gli Stati membri a sviluppare un quadro normativo adeguato e chiede di aumentare le risorse della Task force incaricata di contrastare la propaganda russa. “A seguito dello scandalo Facebook/Cambridge Analytica, il Parlamento europeo – specifica ora l’ufficio stampa di Tajani – ha adottato una legge per evitare un utilizzo inappropriato o illegale dei dati sensibili nel corso delle consultazioni elettorali. Le nuove regole prevedono sanzioni contro partiti politici e fondazioni europee che usino deliberatamente dati personali al fine di influenzare il risultato delle elezioni”.

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