Brexit: Weber (Ppe), “fallimento della classe politica inglese”. Farage (Ukip), “basta Ue, vogliamo governarci da soli”

Strasburgo: Nigel Farage

(Strasburgo) Di “disastro” a proposito di Brexit parla Manfred Weber, capogruppo dei Popolari al Parlamento europeo di Strasburgo. “È il fallimento della classe politica inglese”, aggiunge. “Un rinvio del recesso? – si domanda –, ma per quale ragione? A Londra decidano cosa intendono fare. E ancora una volta il Consiglio europeo” della prossima settimana “dovrà occuparsi di Brexit. Basta, abbiamo altre urgenze”, problemi da risolvere che riguardano i cittadini europei. “Si avvicinano le elezioni del Parlamento europeo di maggio e questa incertezza non va bene”. Hans Olaf Henkel, del gruppo dei Conservatori, tedesco, afferma: “aiutiamo il Regno Unito a restare nell’Unione europea”. Mormorii e sorrisi in aula. “La Commissione ammetta alcuni errori che ha fatto. E a Londra decidano per un secondo referendum”. Guy Verhofstadt, capogruppo dei Liberali, attacca Henkel: “nel tuo gruppo sei isolato. Sono stati i conservatori inglesi a volere il referendum per il Brexit”. Aggiunge: “no a proroghe senza un progetto. Il parlamento e il governo inglesi trovino una via d’uscita”.
Nigel Farage, tra i promotori del Brexit, afferma: “È il mio penultimo intervento in questo Parlamento e non voglio tornare qui a luglio e sono convinto che molti di voi condividono lo stesso pensiero”. “C’è un grande senso di unità nel nostro Paese: noi semplicemente vogliamo lasciare l’Ue, non vogliamo essere governati da voi, vogliamo governarci da soli”. “La mia soluzione? Non vogliamo altri anni di agonia. Voi avete i vostri programmi, voi volete gli stati uniti d’Europa, il vostro esercito, volete che tutti entrino nell’euro, volete liberarvi degli Stati nazionali e noi siamo solo un dannato fastidio. La soluzione semplice è questa – aggiunge Farage –: noi lasciamo il 29 marzo, la maggior parte degli accordi sono stati preparati, ci sono ancora alcune questioni da mettere a punto. Poi voi e noi potremo continuare a vivere le nostre vite”.

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