Unione europea: Anelli (Università Cattolica), “animare l’Europa è compito per le università”

“Attraverso un’azione educativa diffusa, i nostri atenei devono concorrere a far sì che la sensibilità europea non venga meno. Rivolgendosi a coloro che si sentono lasciati indietro e cercano rifugio dietro le barriere delle antiche frontiere”. Lo scrive il rettore dell’Università Cattolica, Franco Anelli, nell’editoriale di “Vita e Pensiero”, il bimestrale culturale dell’ateneo anticipato al Sir. Partendo dalla considerazione che “l’auspicata sensibilità europea è oggi solo parzialmente avvertita dalle popolazioni del continente e la ragione risiede anche nelle diseguaglianze sociali”, il rettore chiama in primo piano il ruolo degli atenei, perché “animare l’Europa è un compito per le università”. A maggior ragione se “le opportunità offerte dal processo di unificazione non sono accessibili universalmente”. Il riferimento particolare è alla possibilità di “studiare all’estero, cogliere occasioni di lavoro in altri Paesi, viaggiare, formarsi una cultura e un profilo professionale ‘internazionali’, aperti all’Europa e al mondo globalizzato”. Anelli evidenzia, inoltre, che il processo è più ampio. E segnala che “lo sforzo di ritrovare un legame tra il progetto europeo e le popolazioni implica certamente ripensamenti di regole, procedure e modalità di elaborazione delle decisioni, ma soprattutto richiede che si mettano a fuoco e si perseguano valori riconosciuti come comuni”.

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