Parlamento europeo: Pellegrini (premier), la Slovacchia vuole “restare nel gruppo dei Paesi più integrati”

foto SIR/Marco Calvarese

(Strasburgo) C’è bisogno di una “visione” perché l’Unione europea diventi “attraente per tutti”: “unita prospera e sicura, globalmente rilevante, onesta con i propri cittadini e che si preoccupi per il futuro comune”. Parla in emiciclo Peter Pellegrini, primo ministro slovacco, diciottesimo leader che presenta la sua visione sul futuro dell’Europa. Il suo discorso stamane prende le mosse dalla Slovacchia, che con l’adesione all’Ue nel 2004 è “tornata a ciò a cui abbiamo sempre appartenuto” e ha cominciato una “storia di successo”. Misure ne sono il Pil tra i più alti in Europa e la disoccupazione tra le più basse; da Paese di emigranti è diventato Paese di immigrazione. Pellegrini parla di una “società civile forte” e di “libertà civili e dei media” garantite, mentre problemi restano sul piano del sistema dell’istruzione, ricerca, lotta contro la corruzione. La Slovacchia, a pochi giorni dalle elezioni presidenziali, vuole “restare nel gruppo dei Paesi più integrati” dichiara Pellegrini. Il premier slovacco parla della necessità di “tenere tutti a bordo e risolvere le dispute seduti attorno a un tavolo”, dopo aver fatto riferimento alla attuale presidenza slovacca del gruppo di Visegrad. Il riferimento alla migrazione e alla difficoltà di trovare un accordo su questo punto nell’Ue per Pellegrini è dovuto a una “mancanza di comunicazione” nell’Unione, mancanza che diventa anche “terreno per disinformazione e fake news”.

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