Giovani: don Matteo, “li costringiamo a vivere in una panchina infinita”

“La condizione giovanile è una specie di Quaresima”. parte da questa provocazione don Armando Matteo, che – in un’intervista al Sir – analizza il rapporto tra i giovani e il tempo liturgico che stiamo vivendo, sulla scorta dei frutti del Sinodo e in attesa dell’esortazione apostolica post-sinodale che il Papa firmerà il 25 marzo a Loreto, durante il suo viaggio apostolico. “Oggi i giovani si confrontano con una società che li fa sentire superflui”, la tesi di Matteo: “loro sono una vera risorsa, hanno tanta energia, un capitale di innovazione straordinario, e invece li si costringe a vivere in una panchina infinita, in una sorta di stagione quaresimale, per colpe che non sono loro”. “Lì dove gli adulti fanno gli adulti, e i vecchi fanno i vecchi, i giovani possono fare i giovani”, sostiene il sacerdote. Al contrario, “noi adulti, noi vecchi, non vogliamo fare gli adulti: siamo molto innamorati della forma di vita giovane, e non ci rendiamo conto che in questo modo occupiamo spazi. La Quaresima può essere un modo per ragionare anche su questo: serve un patto credibile di noi adulti a favore delle nuove generazioni, come chiede il Papa nel libro ‘Dio è giovane’”.

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