Diocesi: Como, traslate nella chiesa di Chiavenna le spoglie della serva di Dio suor Maria Laura Mainetti

“La fama di santità che si sviluppa e cresce nei confronti di suor Laura è la prova più convincente che ella debba essere additata dalla Chiesa in un prossimo futuro, speriamo non lontano, come modello esemplare per tutto il popolo di Dio. La morte così drammatica di suor Laura non è stata che il coronamento finale di una vita intera, offerta al Signore, totalmente donata a servizio dei fratelli, nei quali il Signore ha voluto identificarsi”. Sono queste le parole pronunciate nella serata di ieri, lunedì 11 marzo, dal vescovo di Como, mons. Oscar Cantoni, durante la Santa Messa celebrata a Chiavenna, nella Collegiata di S. Lorenzo, in occasione dell’avvenuta traslazione dei resti mortali di suor Maria Laura Mainetti, la religiosa della Congregazione delle Figlie della Croce uccisa a Chiavenna il 6 giugno del 2000 da tre giovani che le avevano chiesto aiuto. “È un giorno di festa e di gratitudine. Suor Maria Laura, serva di Dio, è ora qui in quella che fu la sua chiesa”, è stato il saluto dell’arciprete, mons. Andrea Caelli, davanti ad una chiesa gremita di fedeli. “Ciò che stiamo vivendo – ha proseguito mons. Caelli – non è un anticipo di beatificazione ma un atto dovuto vista la fase avanzata del normale cammino che la Chiesa diocesana ha avviato. Questo permette a tutti di venire numerosi sulla sua tomba, pregare e invocare lo Spirito Santo così che la Chiesa “ce la ridoni santa fra i santi, compagna di cammino, efficace educatrice nell’amore”. La traslazione della salma è avvenuta al termine della fase diocesana del processo con la consegna della “Positio” alla Congregazione per le cause dei santi. ”Non occorrono gesti di portata straordinaria – ha concluso mons. Cantoni -. La santità si sviluppa attraverso quei piccoli particolari che ognuno riesce a inventare pur di rasserenare i fratelli tristi, di consolare quanti sono afflitti, di soccorrere con discrezione quanti non hanno il coraggio di chiedere aiuto”.

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