Quaresima: mons. Rossi (Civita Castellana), “l’incontro con Dio è come la consegna di sé, libera e fiduciosa, dell’amante all’amato”

Ha per titolo “Interpellati dal mistero. I primi passi verso la fede in compagnia di sant’Agostino” la lettera pastorale del vescovo di Civita Castellana, mons. Romano Rossi, diffusa a partire dal Mercoledì delle Ceneri in vista della Pasqua. Il testo si concentra sulla scelta di affidare a Dio la propria vita. Alcuni scritti di sant’Agostino accompagnano il percorso, arricchito da domande e spunti di riflessione comunitari. “La valorizzazione dell’umano che è in noi come via per arrivare al desiderio e alla fame di Dio rende più vera, lucida e matura l’esperienza di chi è ‘dentro’ e ne accresce la credibilità e l’interesse agli occhi di chi osserva da ‘fuori’”, perché “snocciolare i capisaldi della rivelazione, insistere nello spiegare i contenuti del catechismo come se fosse il primo problema non farebbe altro che allargare il fossato che separa la Chiesa dal mondo che la circonda”, scrive mons. Rossi, auspicando un annuncio “a partire dal vissuto dell’uomo”. Nonostante una “quotidianità, la più liquida e leggera possibile”, il presule auspica di “riaprire il varco alla domanda su Dio” e sul senso della vita. Avvicinarsi a Dio significa allora “aprire il cuore alla novità del possibile incontro”, “come l’amante che si consegna all’amato nel segno della fiducia verso la sua affidabile libertà e non dell’arroganza di chi esige la soddisfazione immediata delle proprie aspettative”, lasciandosi sorprendere dalla “perenne novità” e dal “dono che non ti aspettavi” con cui Dio si prende cura dell’uomo.

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