Funerali don Sorce: mons. Russotto (Caltanissetta), “un uomo tenace e audace, dal cuore grande”

“Don Sorce è stato un uomo tenace e audace. Ha sempre trovato il coraggio di osare, anche nella ribellione, nella non conformità al modo comune di pensare e agire. E la tenacia è stata in lui virtù di perseveranza”. Lo ha detto mons. Mario Russotto, vescovo di Caltanissetta durante i funerali del fondatore di Casa Rosetta, don Vincenzo Sorce, celebrati in cattedrale lo scorso 7 marzo. “E se stentava a collaborare con altri – ha aggiunto mons. Russotto, nell’omelia diffusa oggi dalla diocesi -, è sempre riuscito ad ottenere la collaborazione degli altri. Perché era un uomo di una umanità solidissima ed era un sacerdote innamorato di Dio e del suo sacerdozio. Innamorato di Dio, perché don Vincenzo era un uomo di preghiera. Ed era un uomo dal cuore grande, capace di dare ospitalità a tutti, e un sacerdote capace di chinarsi sulle ferite degli uomini e delle donne, capace di chinarsi anche sulle ferite di tanti sacerdoti. Don Vincenzo era anche un uomo di acutissima intelligenza e riusciva a proporre e a volte anche a imporre le ragioni del suo credere, perché parlava da uomo a uomo”. Mons. Russotto ha ricordato don Sorce come “un uomo che sapeva guardare lontano”. È stato fondatore di Casa Rosetta, ma non solo. “Ha fondato Terra Promessa – ha rammentato il vescovo di Caltanissetta -, che poi è confluita nella stessa Associazione di Casa Famiglia Rosetta, proprio per occuparsi e preoccuparsi delle dipendenze patologiche. E lì è stato esempio e maestro di tanti sacerdoti della nostra diocesi che hanno appreso da lui l’arte della prossimità verso gli ultimi, come via privilegiata di vivere il Vangelo nell’esercizio della promozione umana”.

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