Ebrei: Marans (American Jewish Committee), “incontro con Papa Francesco ci rassicura e rafforza”

“L’incontro con Papa Francesco ci rassicura e rafforza”. È il commento del rabbino Noam Marans, direttore delle relazioni interreligiose dell’American Jewish Committee, dopo l’udienza con Papa Francesco. Il rabbino, che in questi giorni si trova a Tel Aviv con un gruppo di giornalisti per visitare Israele a un mese dalle elezioni, incontrando i maggiori esponenti politici e religiosi è particolarmente toccato dal fatto che “il leader di oltre un miliardo di cattolici, uomo simbolo delle religioni per miliardi di persone al di là della fede professata, condanni così fortemente l’antisemitismo al punto da definirlo un peccato, dichiarando che un cristiano non può essere antisemita perché è un atto d’odio contro se stessi, poiché le radice comune è nel giudaismo”. Marans ha lasciato l’udienza con la certezza di “vivere in un tempo di miracoli nel rapporto tra cattolici ed ebrei, perché quello che è accaduto venerdì era impensabile appena 50 anni fa”. La scorsa settimana, poi, cardinali e vescovi si sono uniti alla delegazione ebraica americana e ad alcuni esponenti ebraici di Roma per celebrare lo Shabbat “ed era così spontaneo e naturale, ma non lo sarebbe stato appena una generazione fa: questo è il risultato del lavoro di giganti sulle cui spalle ora noi ci poggiamo”. Il rabbino non vuole che si diano per scontati tutti questi progressi, e giudica significativo che gli ultimi tre papi abbiano visitato sinagoghe e luoghi dell’olocausto o che abbiano condotto visite ufficiali allo Stato di Israele: “Tutto questo è essenziale ma non significa che tutto è risolto e non ci siano problemi, ma confido che dopo tutto questo non si ritorni indietro”.

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