Conferenza episcopale umbra: mons. Marco Salvi (ausiliare eletto di Perugia) nuovo segretario

Mons. Marco Salvi, vescovo ausiliare eletto di Perugia-Città della Pieve, è il nuovo segretario designato della Conferenza episcopale umbra (Ceu). Mons. Salvi, che riceverà l’ordinazione episcopale domenica 31 marzo (ore 16) nella cattedrale di Arezzo, ha partecipato ai lavori della Ceu, che si è riunita oggi presso il Pontificio seminario regionale umbro “Pio XI” di Assisi. Alla riunione era anche presente l’arcivescovo eletto di Lucca, mons. Paolo Giulietti, a cui i confratelli hanno riservato un caloroso ringraziamento per il servizio svolto nella Chiesa umbra quale segretario della Ceu nel periodo in cui è stato vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve, donandogli una pregevole ceramica di Deruta in ricordo della terra umbra. Il nuovo segretario designato della Ceu, mons. Salvi, è stato nominato anche presidente della rete dei Musei ecclesiastici umbri. Il vescovo di Gubbio, mons. Luciano Paolucci Bedini, è stato nominato delegato per le comunicazioni sociali e per il servizio del Sovvenire. Sono stati nominati, inoltre, i tre assistenti ecclesiastici dell’Agesci Umbria: assistente ecclesiastico regionale padre Damiano Romagnolo ofm; assistente ecclesiastico Zona Monti Martani don Lucian Afloarei, della diocesi di Terni-Narni-Amelia; assistente ecclesiastico regionale per la Branca Rs don Marco Crocioni, sempre della Chiesa ternana. Durante l’incontro odierno si è parlato dell’assemblea ecclesiale regionale, in programma a Foligno il 18 e 19 ottobre, dal titolo “Perché la nostra gioia sia piena: l’annuncio di Gesù Cristo nella terra umbra”. “I vescovi sono stati informati sul percorso di preparazione dell’Assemblea che entra in Quaresima nella fase operativa a livello diocesano e parrocchiale – ha spiegato il presidente della Ceu, mons. Renato Boccardo -. Sulla base dell’instrumentum laboris le diverse entità ecclesiali sono chiamate a leggere la realtà delle nostre Chiese locali. È importante che questo momento non si riduca ad un’operazione tecnico statistica, ma diventi un vero e proprio itinerario di conversione pastorale e di maturazione spirituale verso la Pasqua, fatto di ascolto della Parola, di dialogo fraterno, di discernimento e di preghiera”.

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