Venezuela: Cidh e Repam, “misure urgenti” in difesa del popolo Pemón

Giovedì 28 febbraio la Commissione interamericana per i diritti umani (Cidh) ha chiesto l’adozione di urgenti misure per proteggere i pemónes di Kumaracapay, nello Stato venezuelano di Bolívar, oggetto di una repressione da parte di forze armate e paramilitari del regime di Maduro, che hanno avuto il momento più drammatico nello scorso fine settimana, ma sono proseguite anche in questi giorni.
Lo ha riferito il direttore dell’Ong Forum penale, Gustavo Himiob, il quale ha affermato che su richiesta di tale organizzazione, la Cidh ha chiesto una serie di misure di protezione sia per il popolo Pemón sia per il coordinatore dei popoli indigeni del Forum penale, Olnar Ortíz. La Cidh, in particolare, chiede di non usare la forza contro le popolazioni indigene e un’adeguata attenzione medica.
Anche la Rete ecclesiale panamazzonica (Repam) del Venezuela si è pronunciata ieri con una nota a proposito di quanto accaduto agli indigeni pemónes nei giorni scorsi a Santa Elena de Uairén: “Chiediamo con urgenza che i responsabili di tale situazione inaccettabile la smettano con il loro atteggiamento violento e di chiusura di fronte a situazioni estranee ai loro interessi”.
Prosegue la nota: “Alziamo la nostra voce, insieme a quella di molti venezuelani, per denunciare questa situazione, assumere un atteggiamento critico nei confronti della gestione della situazione, che alcune autorità stanno mettendo in atto, e chiedere il rispetto per i diritti di queste popolazioni indigene”. È necessario, secondo la Repam, “aprire i loro occhi di fronte alla terribile realtà sociale che soffre una grande maggioranza della popolazione del Venezuela”.
D’altra parte, sugli aiuti umanitari offerti da vari Paesi in Venezuela, respingiamo “il cinismo” delle autorità “nel non riconoscere e nel non prestare soccorso a questi bisogni”.

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