Salute: Unicef, “epidemie di morbillo in Paesi sviluppati e non per strutture sanitarie inadeguate, conflitti, esitazioni sui vaccini”

“Strutture sanitarie non adeguate, conflitti civili, scarsa sensibilizzazione delle comunità, noncuranza ed esitazioni sui vaccini in alcuni casi hanno portato a epidemie di morbillo sia in Paesi sviluppati sia in quelli in via di sviluppo”. Lo denuncia oggi l’Unicef. Per esempio, “negli Stati Uniti, il numero di casi di morbillo è aumentato di sei volte fra il 2017 e il 2018, raggiungendo i 791 casi. Più recentemente, negli Stati Uniti ci sono state epidemie negli Stati di New York e Washington”.
“Quasi tutti questi casi sono prevenibili, ma nonostante questo i bambini sono colpiti anche in posti in cui semplicemente non c’è alcuna scusa – ha dichiarato Henrietta H. Fore, direttore generale dell’Unicef -. Il morbillo potrebbe essere la malattia ma, sempre più spesso, la vera infezione è la disinformazione, la diffidenza e la noncuranza. Dobbiamo fare di più per informare in modo accurato ogni genitore, per aiutarci a vaccinare in sicurezza ogni bambino”.
Per combattere il morbillo, l’Unicef sta lanciando un appello urgente ai governi, ai fornitori di assistenza sanitaria e ai genitori per fare di più per contenere la malattia, “comprendendo che i vaccini sono sicuri ed efficaci e che possono salvare la vita dei bambini; vaccinando tutti i bambini fra i 6 mesi ai 5 anni durante le epidemie; formando e dando agli operatori sanitari gli strumenti per fornire servizi di qualità; rafforzando i programmi di vaccinazione per portare tutti i vaccini salvavita”.
“Il morbillo – ricorda l’Unicef – è altamente contagioso, più dell’ebola, della tubercolosi o dell’influenza. Il virus può essere contratto da qualcuno fino a due ore dopo che una persona colpita ha lasciato la stanza. Si diffonde per via aerea e infetta il tratto respiratorio, che può potenzialmente uccidere i bambini malnutriti o quelli troppo piccoli per essere vaccinati. Una volta colpiti, non c’è una cura specifica per il morbillo, quindi la vaccinazione è uno strumento salvavita per i bambini”. L’Unicef Italia ha lanciato una petizione, che ha raccolto circa 20.000 adesioni per chiedere a Governo e Parlamento impegni precisi per migliorare la copertura delle vaccinazioni in età pediatrica in Italia e nel mondo.

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