Produzione e commercio armi: don Bignami (Cei), “spreco energetico senza precedenti e ostacolo alla democrazia”

“La guerra è l’operazione antiecologica per eccellenza”. A puntare i riflettori su questo “spreco energetico senza precedenti” è stato don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro, che ha evidenziato come “dal 1940 a oggi, oltre il 10% dell’energia utilizzata sulla terra è stata impiegata per la costruzione di armamenti”. “Fino a quando contiamo di potercelo permettere?”, si è chiesto intervenendo al al convegno “Produzione e commercio di armamenti: le nostre responsabilità”, promosso al Palazzo dei Gruppi Parlamentari dagli Uffici Cei per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso e per i problemi sociali e il lavoro, dalla Federazione delle Chiese evangeliche in Italia e da altre associazioni e organizzazioni impegnate per la pace. “Il deficit ecologico non ha paragoni: serve energia per produrre armamenti, per usarli nelle guerre e per la ricostruzione in seguito alle distruzioni belliche”, ha osservato il direttore Cei per il quale “è come se gli errori del passato non insegnassero nulla e non si riuscisse a cogliere l’urgenza di un nuovo modello di sviluppo economico”. Per don Bignami, poi, la corsa agli armamenti e l’utilizzo “di bombe intelligenti e di killer robot mettono in discussione la credibilità della democrazia stessa”. “Il risultato – ha denunciato – è una società violenta nelle radici e nei frutti, anche se talvolta presentata in modo raffinato come subdola protezione della legalità: la giustizia viene piegata alla logica del più forte di turno”.

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