Presidente della Repubblica: p. Occhetta (La Civiltà Cattolica), “Mattarella abile sarto della Costituzione”

“Nei tempi di crisi gli italiani guardano al loro presidente per non perdere l’unità e la speranza. Per la sua autorevolezza è diventato il riferimento per quella parte di società civile che non ha voce e non si sente politicamente rappresentata dall’autorità”. Lo scrive padre Francesco Occhetta, gesuita, scrittore de La Civiltà Cattolica, nel numero di marzo di Vita pastorale, anticipato al Sir. “Dietro le quinte i presidenti hanno trasformato il Quirinale nel luogo del dialogo e della mediazione per ricomporre le tensioni – aggiunge -. Le forze politiche che si sono affidate ai presidenti sono sempre uscite più legittimate e mature”. Il gesuita considera il presidente come “la voce dei princìpi costituzionali”: attraverso discorsi, visite, colloqui e altre forme di moral suasion aiuta a “distinguere le scelte umane da quelle disumane”. “Per vincere la corruzione, il clientelismo, i poteri dell’antistato come la mafia, i presidenti insegnano a ricostruire unità e comunità”, evidenzia p. Occhetta, che considera il capo dello Stato “garante e governante, àncora di salvataggio nelle crisi istituzionali” e “rappresentante dell’unità nazionale, la cui identità è sempre in divenire”. In particolare, riferendosi a Mattarella, lo scrittore de La Civiltà Cattolica lo indica come “un abile sarto della Costituzione”. Infine, la richiesta di “un passo in più” per “non lasciare i poteri ‘non scritti’ del presidente alle consuetudini”. “Si rischierebbe di farlo considerare di parte, esponendolo all’impeachment ogni volta che una parte politica non gradisca le sue scelte”.

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