Economia circolare: buone pratiche, materiali ed energie rinnovabili, riciclo rifiuti. Strategia nazionale, bioeconomia rigenerativa, green city

Diffondere e arricchire visione, conoscenze, ricerca e buone pratiche dell’economia circolare: risparmio e uso più efficiente di materie prime ed energia; utilizzo di materiali e di energia rinnovabile; prodotti di più lunga durata, riparabili e riutilizzabili, basati su utilizzi condivisi; riduzione di produzione e smaltimento rifiuti e sviluppo del loro riciclo. È il primo dei dieci punti individuati dal primo Rapporto nazionale sull’economia circolare in Italia 2019, realizzato dal Circular Economy Network e presentato oggi a Roma. Un “decalogo” per rilanciare l’economia circolare, sostenere la sostenibilità ambientale, ridurre le emissioni di gas serra e rendere l’Italia competitiva. Secondo punto: “implementare una strategia nazionale e un piano d’azione per l’economia circolare per affrontare carenze e ritardi, con un ampio processo di partecipazione che coinvolga tutti gli stakeholder interessati”. Il “decalogo” chiede inoltre di migliorare l’utilizzo degli strumenti economici per l’economia circolare; valutare gli incentivi pubblici esistenti e riequilibrare il prelievo fiscale. Occorre anche “promuovere la bioeconomia rigenerativa tutelando e valorizzando il capitale naturale e la fertilità dei suoli”, ai quali bisogna restituire “sostanza organica”, e producendo energie rinnovabili; estendere l’economia circolare negli acquisti pubblici con l’utilizzo dei Green public procurement (Gpp); promuovere l’iniziativa delle città per l’economia circolare puntando sul rilancio della qualità delle città con programmi integrati di rigenerazione urbana, secondo il modello europeo delle green city.

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