Disarmo: don Bignami (Cei), “nessuna ragione può giustificare la folle corsa agli armamenti”

“La produzione e il commercio di armi scatenano un circuito vizioso che alimenta i conflitti nel mondo e crea le premesse per l’insicurezza e l’instabilità democratica”. Lo ha sottolineato don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei, per il quale “non c’è ragione né etica né umana né spirituale che possa giustificare questa folle corsa”. “Non ci sono alternative: disarmare i cuori e gli arsenali è una conditio sine qua non per la costruzione della pace”, ha rilevato don Bignami che questa mattina ha preso parte al convegno “Produzione e commercio di armamenti: le nostre responsabilità”, promosso al Palazzo dei Gruppi Parlamentari dagli Uffici Cei per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso e per i problemi sociali e il lavoro, dalla Federazione delle Chiese evangeliche in Italia e da altre associazioni e organizzazioni impegnate per la pace. Per la Chiesa la corsa agli armamenti è “una struttura di peccato, cioè una scelta che ha molteplici conseguenze negative e distruttive sull’uomo e sulla società”, ha ricordato il direttore Cei evidenziando che “non solo si spendono enormi quantità di denaro per produrre armi sempre più sofisticate, ma si finisce per contagiare negativamente i rapporti tra i popoli”.

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