Cyberbullismo: Di Lello (giurista), “si è passati dalla paura dei figli che sono soli fuori casa alla paura dei figli chiusi in camera”

“Il ruolo della scuola è determinate nelle lotta al cyberbullismo e al bullismo, anche perché il primo ordinamento con cui si interfaccia il ragazzo è quello scolastico”. Lo ha detto oggi a Roma Carla Di Lello, giurista già dirigente scolastico, partecipando al convegno “Cyberbullismo: dal fenomeno alle strategie di contrasto”, promosso dall’Unione dei giuristi cattolici italiani. Per Di Lello, il problema dei nuovi mezzi di comunicazione è che spesso ai genitori sfugge “il controllo del mezzo social. Si è passati progressivamente dalla paura dei figli che sono soli fuori casa alla paura dei figli chiusi in camera. Oggi con un telefonino si apre un mondo che spesso pericoloso per bambini e ragazzi”. In rete, ha precisato, “tra i ragazzi si è diffusa l’idea del gioco e spesso si ignora di commettere reati, perché di fatto i cyberbullismo è un reato”. “Nella prevenzione e nella lotta al bullismo e al cyberbullismo – ha rimarcato Antonio Affinita, direttore generale del Moige (Movimento italiano genitori) – in alcuni casi è necessario non derubricare tutto a ‘ragazzata’. Certi comportamenti non sono giustificabili con la giovane età”.

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