Cyberbullismo: Ciccarelli (Forum famiglie), “c’è la libertà di fare on line quello che nella realtà viene filtrato”

“I fenomeni del bullismo e del cyberbullismo sono l’incastro di due fragilità. Si attacca per non essere attaccati e spesso il ragazzo che si comporta da ‘bullo’ ha una situazione familiare in cui ha assimilato atteggiamenti violenti. La vittima è invece una persona fragile perché ancora non ha consolidato la sua autostima e la sua personalità”. Lo ha detto oggi Emma Ciccarelli, vice presidente del Forum delle associazioni familiari, nell’ambito del convegno “Cyberbullismo: dal fenomeno alle strategie di contrasto”, in corso a Roma e promosso dall’Unione dei giuristi cattolici italiani. In particolare, ha affermato Ciccarelli, con la diffusione di nuovi mezzi di comunicazione, negli “ultimi anni il cyberbullismo ha preso sempre più piede”. “Nel cyberbullismo – ha spiegato – c’è la libertà di fare on line quello che nella realtà viene filtrato. Abbiamo la percezione di non essere visti e ci si sente onnipotenti. Non avendo nessuno a controllarmi posso spaziare oltre il senso del pudore. “Nella rete, inoltre, abbiamo un meccanismo bidirezionale. Anche la vittima può diventare bullo, perché l’atto in sé non implica forza fisica”. “Il cyberbullo non ha il riscontro immediato del danno provocato e anche la vittima può non esserne a conoscenza”, ha precisato Ciccarelli. Pertanto, ha concluso, il cyberbullismo è ancora più pericoloso in quanto non “più recuperabile perché, se l’atto di bullismo coinvolge un gruppo circoscritto di una classe scolastica o di un determinato gruppo, nel cyberbullismo la rete amplifica in maniera esponenziale l’atto perché il materiale viene diffuso in tutto il mondo”.

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