Agroalimentare: Coldiretti, “l’etichetta salva riso ha fatto aumentare del 75% le quotazioni dei raccolti Made in Italy”

L’etichetta salva riso italiano ha fatto aumentare del 75% le quotazioni dei raccolti made in Italy. Lo afferma Coldiretti che ha condotto un’indagine ad un anno dall’introduzione della nuova norma, che ha fortemente voluto e sostenuto. Secondo lo studio della Coldiretti, le quotazioni nell’arco di un anno sono aumentate del 70% per la varietà Arborio che ha raggiunto i 520 euro a tonnellata, mentre per il Selenio l’incremento è stato addirittura del 75% con 490 euro a tonnellata. Variazioni positive anche per gli altri risi Made in Italy come Roma, Sant’Andrea, Carnaroli, Vialone nano e Lungo B. L’assenza dell’indicazione chiara dell’origine – precisa la Coldiretti – non consentiva di conoscere un elemento di scelta determinante per le caratteristiche qualitative ed impediva anche ai consumatori di sostenere le realtà produttive nazionali e con esse il lavoro e l’economia del territorio. L’indicazione in etichetta dell’origine per il riso – spiega ancora la Coldiretti – deve riportare le diciture “Paese di coltivazione del riso”, “Paese di lavorazione” e “Paese di confezionamento”. Qualora le fasi di coltivazione, lavorazione e confezionamento del riso avvengano nello stesso Paese, può essere recata in etichetta la dicitura “origine del riso”, seguita dal nome del Paese. Alla valorizzazione della produzione nazionale ha contributo però anche lo stop all’invasione di riso asiatico nell’Unione europea che da metà gennaio 2019 ha messo finalmente i dazi sulle importazioni provenienti dalla Cambogia e dalla Birmania (ex Myanmar) che fanno concorrenza sleale ai produttori italiani. “Si tratta del risultato della mobilitazione della Coldiretti nelle piazze italiane e nelle sedi istituzionali che ha portato al via libera all’etichetta made in Italy a livello nazionale – spiega il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini – mentre Bruxelles ha riconosciuto il danno economico generato dai volumi di importazioni di riso, che nell’arco dal 2011/12 al 2017/18 sono aumentati del 256% giustificando l’attivazione della clausola di salvaguardia e lo stop alle agevolazioni a dazio zero”. Il prossimo obiettivo per Coldiretti è ora quello di estendere la nuova norma anche al riso non lavorato.

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